I cani che hanno vissuto l'epoca del lockdown da cuccioli hanno un comportamento diverso dagli altri

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di Gianmarco Bonomo

11 Febbraio 2024

I cani che hanno vissuto l'epoca del lockdown da cuccioli hanno un comportamento diverso dagli altri

La pandemia ha influenzato non soltanto la nostra vita, ma anche quella dei nostri amici a quattro zampe. I cani si sono dovuti adattare alla nuova routine del lockdown, con meno opportunità di passeggiare e socializzare con altri cani. Questa situazione ha colpito particolarmente i cuccioli nati da poco o in quel periodo, con problemi nelle interazioni che persistono ancora oggi, come dimostrato da alcune ricerche.

Una ricerca italiana sui problemi comportamentali dopo il lockdown

Una ricerca italiana sui problemi comportamentali dopo il lockdown

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Uno dei primi Paesi ad affrontare il problema dei cani durante il lockdown è l’Italia, con una ricerca pubblicata su Veterinary Sciences. Nello studio, il team di ricercatori affronta il comportamento da adulti dei cuccioli cresciuti durante quel periodo, con alcuni interessanti e preoccupanti risultati.

Le restrizioni imposte hanno infatti creato un ambiente insolito e stressante per molti animali domestici, a maggior ragione per i cani che hanno la necessità di socializzare. In particolar modo, come abbiamo accennato in introduzione, il cambiamento nelle abitudini quotidiane ha avuto un impatto enorme sul comportamento dei cuccioli di cane. Questi ultimi sono infatti stati esposti a una minore varietà di stimoli e interazioni sociali, mostrando oggi disturbi comportamentali piuttosto diffusi.

In quelli che oggi sono dei cani adulti, vivere un periodo così stressante ha portato a disturbi comportamentali come un aumento della paura e, di conseguenza, un aumento dell’aggressività. Non essere esposti a stimoli esterni e interazioni sociali durante la fase critica di sviluppo, infatti, porta a non saper gestire efficacemente situazioni nuove o sconosciute.

Si tratta di una condizione che si manifesta di frequente mediante comportamenti come ansia da separazione, paura dei rumori forti o improvvisi, aggressività verso persone o altri cani. Allo stesso tempo, per questi cuccioli è diventato più difficile adattarsi a nuove situazioni e nuovi ambienti: non dispongono degli strumenti giusti per farlo. Non hanno potuto impararli.

Una ricerca britannica sulle difficoltà nell’addestramento dopo il lockdown

Una ricerca britannica sulle difficoltà nell’addestramento dopo il lockdown

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Sulla questione è tornata anche una recente ricerca inglese dedicata alle sfide nell’addestramento dei cuccioli cresciuti durante la pandemia. Si tratta di un sondaggio che ha evidenziato una serie di problemi comportamentali diffusi nei cuccioli di cane e nei quali si vede l’impronta del lockdown. Anche in questo caso sono state riscontrate ansia da separazione, difficoltà del proprietario a gestire il comportamento del cane e, elemento nuovo, tendenza ad utilizzare metodi basati sulla punizione.

In pratica, è emerso come molti proprietari finiscano per usare metodi coercitivi e punitivi per addestrare i loro cani, nonostante tutto lo stress che questi ultimi provano ormai da diversi anni. Certo, ci sono tantissimi proprietari che fanno ricorso al rinforzo positivo, ma il dato dovrebbe cambiare nella sua interezza.

Alcuni approcci per affrontare le sfide comportamentali

Alcuni approcci per affrontare le sfide comportamentali

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Va da sé che qui non vogliamo minimizzare le sfide che l’addestramento di un cucciolo o di un cane cresciuto con poche interazioni possa comportare per un proprietario. Ciononostante, ci sono approcci che risultano molto più efficaci nel tempo e molto più rispettosi dell’animale domestico. La socializzazione precoce, laddove possibile, è fondamentale tanto quanto l’addestramento basato sul rinforzo positivo. I proprietari possono aiutare i loro cani a superare ansia e paura mediante un’esposizione graduale e situazioni e persone nuove. Inoltre, è importante fornire al cane anche un ambiente sicuro e confortevole, che si lega a una relazione basata sulla fiducia reciproca.

Insomma, non è semplice affrontare le sfide comportamentali dei cuccioli cresciuti durante la pandemia, per le ragioni che abbiamo appena visto. Allo stesso tempo, è però necessario sviluppare un piano di intervento che tenga in conto anche il benessere del cane. Con le giuste strategie e un approccio positivo, è possibile aiutare i nostri amici a quattro zampe a stare meglio, e vivere più felici nonostante tutto quello che hanno passato.