Addestramento coercitivo dei cani: cos’è e qual è il metodo educativo alternativo

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di Gianmarco Bonomo

19 Ottobre 2023

Addestramento coercitivo dei cani: cos’è e qual è il metodo educativo alternativo

L’uso di metodi coercitivi nell’addestramento dei cani è un tema che suscita discussioni e preoccupazioni. Questo tipo di addestramento, un tempo molto più utilizzato, comporta un approccio violento in grado di causare disturbi nei nostri amici a quattro zampe. In questo articolo, vedremo perché si tratta di un metodo sbagliato, e quali sono le alternative migliori per il benessere del cane.

Addestramento coercitivo dei cani: un approccio superato

Addestramento coercitivo dei cani: un approccio superato

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L’addestramento coercitivo è un approccio che vuole ottenere risultati rapidi dal punto di vista del comportamento dei cani. Si tratta di un metodo che fa uso di una violenza che può manifestarsi in diverse forme. Calci, strattonamenti e frustate infliggono dolore fisico ai cani, causando stress e paura ma danneggiando, allo stesso tempo, il loro benessere generale.

Con l’addestramento coercitivo, in pratica, è possibile portare il cane a rispondere velocemente ai comandi. Allo stesso tempo, si arreca un enorme danno al benessere psicofisico dell’animale e si compromette la costruzione di una relazione positiva con il proprietario. Sono frequenti, in questo tipo di addestramento, strumenti come il collare a strozzo, il collare con punte rivolte verso il collo e il collare elettrico. Già dai nomi, si può intuire quale sia la loro funzione.

La coercizione, tuttavia, non si limita alle punizioni fisiche evidenti ma comprende anche l'inibizione sistematica dei comportamenti e delle motivazioni naturali dei cani. L’addestratore può quindi imporre al cane di camminare in linea retta accanto al proprietario, impedirgli di annusare il terreno o isolarlo come forma di punizione.

Violenza nell’addestramento dei cani: perché è ancora utilizzata?

Violenza nell’addestramento dei cani: perché è ancora utilizzata?

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L’uso persistente di metodi coercitivi nell’addestramento dei cani deriva dalla convinzione secondo cui l’uomo deve esercitare un controllo rigido sul proprio animale. Quest’ultimo non può che essere relegato in una posizione di totale sottomissione, in una mentalità che tende a sopprimere ogni comportamento indesiderato. Per quanto appaiano talvolta efficaci, i metodi coercitivi non portano a vantaggi a lungo termine per il benessere del cane e per il rapporto con il proprietario.

L’addestramento basato sulla violenza e la coercizione sottopone i cani ad abusi fisici e psicologici che possono causare gravi disturbi comportamentali. Sono frequenti ansia, insicurezza, aggressività, eccessiva reattività e stress cronico. In questo modo, viene compromessa anche la tranquilla convivenza con la famiglia, dal momento che un cane traumatizzato può reagire in modi anche imprevedibili.

Una forma di educazione: l’addestramento del cane basato sul rinforzo positivo

Una forma di educazione: l’addestramento del cane basato sul rinforzo positivo

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L'addestramento coercitivo non solo è dannoso per i cani, ma può anche aumentare la loro aggressività, rendendoli più difficili da gestire. Tuttavia, sta emergendo un approccio più umano che considera l'addestramento come un'opportunità di crescita per il cane. Questo approccio favorisce una forma di educazione basata sul rinforzo positivo, che utilizza ricompense come carezze, cibo e giochi per incoraggiare i cani a comportarsi nel modo desiderato.

L'addestramento basato sul rinforzo positivo è un metodo costruttivo che promuove un atteggiamento positivo nei cani, migliorando la loro interazione con gli esseri umani e rafforzando il legame con il proprietario.

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